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Una ricerca inglese ci giustifica se inveiamo contro qualcosa!

di albazzurra (18/07/2009 - 20:20)

Uno studio della Keele University's School of Psychology (Gran Bretagna) ha rivelato che dire le parolacce aiuta a sopportare il dolore fisico. Le persone che bestemmiano riescono infatti a sopportare il dolore per il 50 per cento più a lungo rispetto a quelli che non dicono parolacce in seguito ad un forte dolore. "Pensavamo che le parolacce fossero un segnale di bassa sopportazione al dolore", ha detto Richard Stephens, a capo della ricerca. "Ma dopo aver svolto degli esperimenti su dei volontari - ha aggiunto - abbiamo scoperto che invece hanno un effetto benefico".
"Probabilmente le reazioni 'aggressive' di chi bestemmia aumentano la sopportazione del dolore fisico", hanno concluso.
Per gli scienziati, questo è il primo studio che è riuscito a dimostrare gli effetti benefici della parolaccia. "Spiegherebbe come mai la pratica di bestemmiare in reazione al dolore si sia originata e sia diventata cosi' comune. Anche alle persone piu' educate capita di farsene sfuggire una.".

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I danni alla salute a causa di una vita sedentaria

di albazzurra (27/09/2008 - 19:37)

Sedentarietà, sovrappeso, alimentazione povera di vitamine e antiossidanti, fumo e alcol sono tutti fattori capaci di alterare il funzionamento del sistema venoso e linfatico, impedendo a vene e capillari di riportare, dagli arti verso l’alto, tossine e liquidi.
Sovrappeso e obesità contribuiscono, infatti, alla comparsa e al peggioramento delle varici, favoriscono il gonfiore degli arti e la sensazione di pesantezza.

L’attività fisica, in questi casi, è fondamentale per l’armonia e il benessere del nostro corpo e in particolare, per quello delle gambe.
Le discipline migliori sono quelle che esercitano un’azione tonica sui muscoli delle gambe: jogging, nuoto, spinning.
Quanto alla vita di tutti i giorni, invece, si può combattere la sedentarietà in mille modi diversi e nemmeno troppo faticosi.
Il gonfiore e il senso di pesantezza alle gambe sono disturbi particolarmente difficili da affrontare, perché causati dalla concomitanza di diversi fattori: il sovrappeso, la sedentarietà, la lunga permanenza in piedi, la ritenzione idrica, l’eccessiva esposizione al sole o al caldo, ma anche l’uso di calzature troppo strette o dai tacchi troppo alti, la gravidanza, la fragilità dei capillari.

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Il fenomeno di spotting nelle donne

di albazzurra (12/09/2008 - 17:15)

Oggi più di ieri i disturbi mestruali esprimono i disagi e la fatica di vivere e rivelano con chiarezza le conseguenze di una vita sempre più stressata, che causa un cronico aumento dell’adrenalina e del cortisolo, gli ormoni che consentono al corpo di affrontare gli stati di emergenza.

Ecco perché la regolarità del ciclo è il primo segno positivo di una buona salute generale qualora  non esistano fattori uterini, locali, di alterazione mestruale, quali fibromi o polipi.
Una della cause principali della non regolarità mestruale va ricercata nell’attività ormonale.

Gli ormoni dell’allarme, agendo sull’ipotalamo, alterano gli ormoni che regolano l’attività dell’ovaio: per esempio, interferiscono con l’ovulazione, che viene bloccata. Oppure riducono, per quantità e/o durata, la produzione di progesterone, l’ormone che stabilizza il ritmo mestruale e la perfetta sincronia della perdita di sangue.
Sono dunque i cambiamenti ormonali, indotti in primis dagli ormoni dello stress, a modificare il ritmo e le caratteristiche stesse del ciclo.

Spesso, a causa dello stress, si verificano perdite scure premestruali (“spotting”, dall’inglese “to spot”, macchiare), dovute alla carente produzione di progesterone.

Per spotting si intende una piccola perdita ematica che si verifica per uno o più giorni durante il ciclo mestruale (generalmente alla metà) non in relazione alle mestruazioni. Può essere dovuta ad una alterata stimolazione ormonale dell'endometrio.

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Papaia, un frutto per tutti i giorni

di albazzurra (27/08/2008 - 11:54)

Il frutto della papaia non è l’unica fonte di tutti i benefici che questo prodotto della natura può darci.  Esistono in commercio le compresse di papaia in cui si ritrovano tutti gli enzimi, gli antiossidanti, le fibre presenti nella papaia. In alternativa, si possono comprare e bere i succhi di papaia, soprattutto nei giorni afosi d’estate.
L’elemento principale è la papaina, un enzima estratto dal succo del frutto acerbo. Gli enzimi contenuti nella papaia, oltre alla papaina, permettono di stimolare diverse funzioni del nostro organismo, come il metabolismo, rendendo più facile lo smaltimento delle sostanze di scarto e più digeribili le proteine. L’accelerazione del metabolismo permette quindi anche di dimagrire ed assimilare solo ciò che serve. La papaia contiene anche carpaina e pseudocarpaina, due alcaloidi che possono svolgere importanti funzioni nella cura delle malattie cardiovascolari. Inoltre, si trovano in abbondanza flavoni, vitamina C, betacarotene, tannini, tutte sostanze capaci di ripulire il nostro organismo dalle tossine. Un altro punto di forza della papaia sta nel contenuto di antiossidanti che sono in grado di bloccare l’attacco dei radicali liberi. Mangiare costantemente molta papaia quindi è un aiuto concreto per mantenere la pelle in ottime condizioni, giovane e solare, morbida ed elastica. Inoltre, le donne hanno un motivo in più per preferire il consumo di papaia. Essa infatti, grazie al betacarotene e alla vitamina C, regolarizza il flusso mestruale e previene i dolori tipici che l’accompagnano. In più, l’apporto di calcio, previene anche l’indebolimento osseo e la conseguente osteoporosi, che colpisce molto donne in menopausa.

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La solitudine dei numeri primi

di albazzurra (23/08/2008 - 12:34)

Il libro di Paolo Giordano ci dovrebbe far riflettere sulla nostra cattiveria nei confronti dei giovanissimi e sulle scelte fatte dall’autore nel raccontare la storia dei due protagonisti, che possono essere tranquillamente associate a quello che tutti i giorni può succedere nella vita di un individuo di sesso maschile e in uno di sesso femminile.
Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di sé i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso.
La trama del libro si sviluppa più o meno così : Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti.

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